COME LAVORO
scopri di più sul mio approccio, i piani alimentari che utilizzo e i casi che seguo!
MI OCCUPO DI
Ecco alcuni dei casi che seguo più spesso
Dimagrimento
Ricomposizione corporea
Riequilibrio nutrizionale
Disbiosi intestinale, SIBO, IBS, MICI
Diabete Mellito 2 e resistenza insulinica
Ipertensione, dislipidemie e sindrome metabolica
Reflusso gastroesofageo
Sindrome dell’ovaio policistico
Endometriosi
Ipotiroidismo, Hashimoto, artrite reumatoide
I MIEI PIANI ALIMENTARI
Ecco un elenco degli approcci alimentari che utilizzo di più
I piani alimentari ed i protocolli che uso sono molteplici. Non uso sempre lo stesso tipo di protocollo o piano. Scelgo di volta in volta quello che meglio si adatta alle necessità del paziente e allo scopo da raggiungere. Non esiste infatti un piano unico uguale per tutti. Ecco perchè le diete che rilascio non sono mai uguali una all’altra. Sta al professionista infatti scegliere quello che più si addice alle reali necessità del caso che deve trattare. Di seguito potete trovare alcuni dei protocolli che utilizzo più frequentemente. Ciascuno di essi può essere poi adattato alle specifiche esigenze del paziente in base alle patologie esistenti.
Mediterraneo
Plant-Based (Vegetariano e Vegano)
Chetogenico
VLCKD
Digiuno Intermittente
Low FODMAP
Antinfiammatorio
IL MIO APPROCCIO AL PAZIENTE
Non mi piacciono i rapporti freddi e gerarchici tra paziente e professionista. Do del tu ai miei pazienti e chiedo a loro di fare lo stesso con me, perché credo che questo metta a proprio agio qualsiasi persona e permetta di comunicare con la massima trasparenza e fiducia. Non sono abituato ai giri di parole ma a dire le cose come stanno. Ho sempre odiato chi usa parole troppo complesse solo per darsi un tono. E lavoro fino alla risoluzione del problema: non mi piace mollare finché non ho fatto il possibile per il paziente e mi piace quando il paziente si impegna a fare lo stesso.
COME LAVORO
Tutti credono che sia la prima visita la più importante, perché dura di più e costa di più. In realtà è importante tanto quanto i controlli ed il contatto settimanale dei primi mesi. Sì. Hai capito bene! Un contatto costante tra me e te per almeno le prime 4 settimane che mi permette di conoscerti meglio e aiutarti a seguire la strada giusta. Il mio scopo è accompagnarti durante il tuo percorso. Non mi piace che al primo controllo il paziente mi dica che non ha seguito il protocollo perché non lo aveva ben compreso. Hai una cena con amici e non sai cosa mangiare? Hai dei dubbi se puoi mangiare una certa pietanza? Ti sembra che il peso non stia scendendo? Hai iniziato a fare attività sportiva? Hai fame a metà pomeriggio? Per le prime settimane ecco che il messaggino via Whatsapp mi permette di starti vicino e affiancarti nel tuo percorso nutrizionale.
Domande frequenti
Scopri se qualcuno ha già fatto la tua stessa domanda!
COs'e' la bia
La BIA ( detta anche bioimpedenza) è un test importantissimo per un nutrizionista perché gli permette di avere una visione più completa dello stato nutrizionale di un paziente. Si basa sul passaggio di una debolissima corrente elettrica attraverso il corpo per valutare la composizione corporea (quantità e distribuzione dell'acqua nei vari distretti corporei, la quantità della massa magra e per differenza quella della massa grassa).
E' un test molto affidabile di rapida e facile esecuzione. E' un test sicuro e non invasivo, che può essere fatto in ogni condizione e da qualsiasi persona.
come prepararsi alla bia
servono le analisi del sangue per fare una visita nutrizionale?
Le analisi del sangue sono caldamente consigliate quando si fa la prima visita perché permettono al professionista di avere un'idea più chiara della situazione che deve affrontare. Soprattutto in presenza di patologie di una certa importanza come ipotiroidismo, ipertensione, dislipidemia, nefropatie ecc. Non posso dire che siano sempre obbligatorie ma le consiglio caldamente. Prima di prenotare quindi la visita dal nutrizionista, chiedi al tuo medico di prescriverti le classiche analisi di routine come il colesterolo LDL e HDL, la glicemia, gli enzimi epatici come ALT e AST, la velocità di filtrazione glomerulare, i trigliceridi ecc. Nei casi patologici poi sarà il medico ad aggiungere, se del caso, altre analisi specifiche della condizione (come ad esempio il TSH per l'ipotiroidismo).
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